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Puntiamo alle energie positive









Di seguito il testo dell’intervista che ho rilasciato alla giornalista Antonella Soccio dell’Attacco in merito alla formazione del movimento Emiliano della Puglia e di quello che saranno i nostri passi futuri.

Il consigliere regionale Orazio Schiavone sta lavorando anima e corpo al movimento Emiliano per la Puglia per superare la teoria del nanismo di demitiana memoria e camminare all’unisono con i diversi comitati civici della Capitanata. L’Attacco lo ha intervi- stato all’indomani della grande inaugurazione della sede di Via della Repubblica a Foggia.

Consigliere quale sentimento accompagna il movimento Emi- liano per la Puglia?

C’è un’attenzione focalizzata sull’apertura della nuova sede di Emiliano per la Puglia, la più importante in Capitanata, atteso che abbiamo aperto altre sedi a San Severo, Orsara, Apricena, Casalnuovo Monterotaro, Sant’Agata di Puglia. Siamo già in azione su tutto il territorio, ma la grossa sorpresa è che l’attenzione per il movimento c’è ovunque. C’è una continua richiesta di aderire, ovviamente dobbiamo stare molto attenti a chi arriva, non possia- mo prendere tutto e tutti.

Chi sta tentando di entrare nella lista?

Ci sono molti nomi importanti, che non voglio citare fino a quando non ci sarà la loro adesione ufficiale. Posso dire che c’è la richiesta di aprire una sede a Vieste e a Poggio Imperiale. Dopo l’inaugurazione non ci siamo adagiati, abbiamo avviato delle riunioni operative con tutti i rappresentanti del territorio, stiamo facendo una mappatura e a brevissimo apriremo altri circoli. Vogliamo coprire tutti i paesi della Capitanata con una bandierina, senza un’organizzazione verticistica. Apriremo a Lucera.

L’IdV di Lucera ha deciso di non trasmigrare nel movimento Emiliano per la Puglia?

Non c’era l’IdV a Lucera, c’era un rappresentante con appena 10 tesserati, che è rimasto sempre lì senza andare né avanti né indietro, mentre col gruppo nuovo abbiamo intanto preso il consigliere comunale Pietro Scioscia, che ha fatto il passaggio con noi e vi sarà qualche altro eletto che passerà con noi. Abbiamo già una bella compagine, cosa che come IdV non siamo mai riusciti a creare.

Non crede che i vecchi politici possano oscurare il valore del progetto del sindaco di Bari? Di fronte al fenomeno grillino non è un rischio imbarcare nella vostra avventura ceto politico per il quale l’elettorato prova una certa disaffezione?

Ci sono politici e politici. Sicuramente c’è un appeal della Lista Emiliano, ma non possiamo fare una formazione senza politici, i politici ci devono stare. È ovvio che vanno valutati. Anche Emiliano è un politico, ma fa parte di quella schiera di politici credibili sulla linea di De Magistris e Leoluca Orlando. Io non credo nel concetto purista dei grillini. Il Movimento 5 Stelle come l’IdV è un mo- vimento di protesta, che accompagna chi non ha voce. Ma nel momento in cui si dovrà amministrare avranno qualche problema.

Già, però Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma, ha annun- ciato alcuni criteri della formazione della sua giunta, che non sembra affatto inesperta.

Una giunta deve essere politica, sennò come si fa a dare un in- dirizzo all’amministrazione. O la politica c’è oppure non c’è. Se la politica non deve esserci, allora che si facciano delle giunte tecniche senza sindaco. Se c’è un sindaco vuol dire che è stato scelto e di conseguenza anche la giunta deve essere politica. Se mi scelgo dei tecnici, che non hanno mai fatto politica, credo che si snaturi tutto il senso della vita associata. Può essere che il sindaco di Parma sarà un buon sindaco, ma il movimento grillino lo vedo come un fenomeno contingente.

Come si muoverà il gruppo Emiliano per la Puglia in Regione?

Vogliamo salvaguardare e tutelare i beni comuni, che il nostro obiettivo principale. Quando si parla di beni comuni, si additano tante cose: dall’acqua pubblica alla sanità, dalla sicurezza alla legalità. Un movimento politico come il nostro si deve interessare di tutto, saremo vigili in Regione. Non possiamo più fare la politi- ca dietro le scrivanie, pensando solo all’affarismo, come la fanno in tanti. Noi vogliamo ritornare nelle strade, al contatto con i cittadini. Ci vogliamo attivare sull’Ambiente e sulla Sanità, subito. C’è da chiudere il piano di rientro sanitario, cercheremo di dare un’accelerata, perché non si può stare appesi per mesi. Dobbiamo prendere un decisione sugli ospedali da chiudere.

Il Lastaria di Lucera sarà chiuso?

Per Lucera stiamo vedendo un po’ come si può ristrutturare e ri- modulare la cosa: noi speriamo di poter mantenere alcune attività al Lastaria. Sono tante le cose che teniamo in pentola.

Qual è il vostro rapporto con l’assessore Nicastro? L’ex pm è rimasto con Di Pietro.

Per la verità Nicastro non ha mai risposto al gruppo né tanto- meno oggi. Risponde direttamente a Vendola. Ha sempre condotto le cose in maniera molto solitaria, sbagliando anche in modo eclatante su alcuni punti. È molto solitario. Dopo il ballottaggio questo dato va rimesso in gioco.

In che senso? Chiederete le sue dimissioni?

Nel senso che chiederemo qualche modifica: se il gruppo diventa folto, anche di 4 consiglieri potremmo metterlo in discussione, ma per come sta operando sul territorio. Abbiamo un’economia che sta andando a rotoli e non capisco perché in quell’assessorato si blocchino i progetti per le rinnovabili, che possono apportare dei benefici economici a questa regione indescrivibili. Si bocciano progetti senza criticità, è inspiegabile.

In Capitanata quanti e quali progetto sono stati bloccati da Nicastro?

Ce ne sono tantissimi nell’eolico. Ci sono imprenditori della zona che hanno speso una barca di soldi per mettere su progetti perfetti, solidi e buoni. Perché si bloccano? Qual è il metodo? Perché alcuni progetti presentati dopo, con criticità, sono passati attraverso corsie privilegiate? Vogliamo stabilire quanti sono i megawatt da costruire? Facciamo una graduatoria.

Eppure la Provincia sta tentando di mappare il fabbisogno e le richieste.

Si ma quando la fanno questa mappa? Quando non ci saranno più incentivi europei? Chi sarà disponibile a costruire i parchi? Stanno facendo la mappa per far scadere i bandi.

Qualche altro progetto concreto in Via Capruzzi?

Abbiamo presentato una legge bipartisan che andrà in consiglio a breve per regolamentare la costruzione dei campi da golf in Puglia. C’è una società composta da spagnoli, statunitensi e francesi con una banca di Tokio, che vuole finanziare un’operazione secondo cui sarebbero costruiti subito 10 campi da golf e poi altri 10. È stato redatto uno studio di settore, chi coordina tutto il progetto è Stefano Fiorio, ex tecnico della Ferrari. Porterebbero 2500 posti di lavoro in Puglia, in più ci sarebbe la destagionalizzazione dei nostri flussi turistici e del turismo sportivo, e nel corso dell’anno arriverebbero circa 5 milioni e mezzo di giocatori internazionale in Puglia. È uno sport ricchissimo. Anche lì la cosa più fastidiosa è che l’assessore Barbanente, che reputo una persona intelligente, vuole ostacolare il nostro attivismo, perché teme che con la legge tutti possano costruire campi da golf. Ma cosa le importa? In Spagna, in Inghilterra, in Francia come fanno? Il movimento Emiliano per la Puglia deve raccordare varie classi sociali: mettere insieme gli imprenditori con i professionisti e gli impiegati. Abbiamo bisogno di tutti e tutti devono poter dialogare.

Alla inaugurazione della vostra sede c’era anche l’imprenditore della sanità privata Potito Salatto. Lei, consigliere, intende puntare anche sull’ex sindaco di Foggia?

Noi puntiamo su tutte le forze sane, che vogliono impegnarsi in questo progetto. Certo, una cernita la dobbiamo fare, non possiamo accogliere tutti, perché se si pensa di entrare in questo movi- mento per utilizzarci come taxi ed essere candidati alla Regione,

alla Camera o altre assemblee elettive, allora si sbaglia: questo non serve a noi e non serve a nessuno. Siccome tanti personaggi, che arrivano con intenzioni strane, si conoscono, noi sapremo ben vi- gilare.

Quali energie imprenditoriali vede sul nostro territorio?

C’è un gruppo interessante che sta emergendo: i fratelli San- nella, i fratelli Russo, Mimmo Rinaldi, Lello Zammarano. L’im- portante è che dialoghino tra di loro. A Manfredonia ci sono im- prenditori emergenti. La Capitanata sta soffrendo una parte vec- chia imprenditoriale, che ha voluto strafare sul territorio, facen- do le scarpe a molti colleghi. Il prezzo che si paga è che alla fine si resta isolati. Bisogna tendere la mano verso quegli imprenditori che hanno una visione a largo spettro. Il tempo del mattone a Fog- gia è finito, coloro che hanno pensato di poter risolvere tutto con l’edilizia hanno avuto una visione piccola.

In cosa ha sbagliato Eliseo Zanasi?

L’onnipotenza non paga mai. Fare gli imprenditori sulle spalle degli altri è facile, fare l’imprenditore rischiando in proprio è diverso. Io non credo che Zanasi abbia mai rischiato in proprio, penso che abbia sempre rischiato sulle spalle altrui. Gli imprenditori che rischiano in proprio non hanno bisogno di sottomettersi alla politica. Quegli imprenditori che in passato hanno pensato di poter lavorare utilizzando i soldi pubblici o le leve e le coperture politiche sono oggi in difficoltà. Io penso che superato quest’anno tutti quelli che restano a galla avranno una vita molto facile e florida.

24 maggio 2012